sabato 30 maggio 2015

Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate


Nemmeno il tempo di riportare alla mente il filo della storia e già Smaug viene accantonato, liquidato con una freccia scagliata da un Bard molto simile ad un novello Guglielmo Tell che cerca la complicità del figlio per sconfiggere il cattivo.
L’attenzione deve essere subito rivolta ad altro, agli schieramenti che stanno per scendere in campo: in fondo, il titolo del film non è forse La Battaglia delle Cinque Armate?


Battaglia che, a dire il vero, Tolkien nemmeno descrisse, preferendo far risvegliare il signor Baggins, vittima del primo sasso volante, a scontro ultimato.
Il penoso triangolo amoroso Kili-Tauriel-Legolas si porta avanti più o meno in sordina, a discapito di sequenze reali che potrebbero essere prese direttamente dal racconto originale senza il benché minimo sforzo: sarà forse che a Jackson non piacciono le interpretazioni classiche e, allora, ha deciso di tirar fuori una bella fan fiction?
Di coraggio, però, signori miei, ne ha da vendere. Già, perché ce ne vuole molto per stiracchiare una storia da trecentosessanta pagine, spalmandola su tre film da più di due ore ciascuno, e saltare a piè pari la scena della sepoltura di Thorin Scudodiquercia, assieme alla tanto sospirata Arkengemma.
E, a questo punto, dilaga l’amarezza, non placata nemmeno dall’annuncio che tale parte sarà presente nella versione estesa (non vi pare alquanto insensato dover aspettare il terzo tempo, per giunta extra-cinematografico, per vedere una sequenza fondamentale dell’intero racconto?)
Ecco, abbiamo citato Thorin. Partiamo dunque da lui, nel cercare di dare un giudizio a questi personaggi (in cerca del vero autore: resta ben poco di quello che scrisse il Maestro e quello che c’è di vero stride con l’ingombrante interpretazione jacksoniana).
La sentenza di morte che pende sulla testa del Re sotto la Montagna e sui suoi nipoti, Kili e Fili, arriva come uno spiffero freddo, anche per chi dovrebbe sapere già come va a finire la vicenda, perché, se possiamo farci una ragione che un nano di centonovantadue anni cada in battaglia, altrettanto non si può dire del baldo Thorin che Jackson ci propone, molto più simile ad un Aragorn che trionfa, che a un Theoden che trapassa con tutti gli onori (come sarebbe dovuto invece essere).
Per non parlare della fine degli altri eredi di Durin, Fili e Kili: l’uno barbaramente ucciso da niente di meno che Azog in persona, in modo talmente rapido che non viene dato nemmeno il tempo di compiangerlo; l’altro trucidato mentre cerca di proteggere un personaggio che, di fatto, non è mai esistito (e dire che sarebbero dovuti morire mentre cercavano di proteggere il loro zio).
È proprio in queste sequenze che si vede la falla nel piano di Jackson, che mostra come attaccare con la colla il ritaglio spiegazzato del vero finale, su un’opera che è una pallida imitazione di quella originale, generi uno stridore evidente quanto fastidiosamente irritante, così come lo è un Legolas che, pur non sbagliando un colpo, dopo cinque film e mezzo, svuota la faretra proprio nel momento meno opportuno.
La battaglia, vera protagonista, si anima e confonde, resta ben gestita, ma giocata più sugli effetti speciali che sulla capacità di recitazione dei partecipanti, creando un distacco notevole con quello che fu l’epico scontro del Fosso di Helm, mentre la colonna sonora, nostalgica del passato e poco innovativa, tentenna, non arrivando nemmeno al gradino più basso di quella del LOTR, sebbene sia uno dei pochi elementi che, comunque, conferiscono dignità alla pellicola.
Uniche note totalmente positive e degne di encomio sono le interpretazioni delle due colonne portanti della storia, ovvero Martin Freeman, che riesce nell’immedesimazione di Bilbo, mantenendo la logica semplice delle espressioni e dei gesti della gente dalla Contea, nonostante l’indiscutibile crescita interiore, e Richard Armitage, il quale eccelle nelle scene della riconquista del senno perduto e del suo ultimo addio all’amico Hobbit.
A questo possiamo aggiungere un ottimo Thranduil, che deve alle capacità di Lee Pace una resa di superbia e di magnificenza che si confarebbero solo ad un vero Re degli Elfi.
Il resto è troppo legato alla volontà di fare un prequel di un’opera che è, senza dubbio, più elevata (come ci suggerisce la velata – e nemmeno troppo - duplicità di Saruman, del tutto fuori luogo per i tempi, ma che giustifichiamo grazie all’indiscussa bravura di Christopher Lee).
D’altra parte, però, signori miei, questo è solo un parere soggettivo.
Eppure, come si dice, la matematica non è un’opinione: se gli oscar vinti complessivamente da “Il Signore degli Anelli” sono diciannove (2, 6 e 11), mentre quelli de “Lo Hobbit” rimangono a quota zero, questo deve pur voler dire qualcosa, no?

2 commenti:

Belle ha detto...

Niente da dire, Halley, i tuoi commenti sono sempre super precisi... e anche quando parli di una cosa con amarezza resti sempre così chiara che la gente non può non continuare a leggere! Ho sempre pensato che Jackson volesse cercare di bissare il successo, ma Il Signore Degli Anelli è inarrivabile, me lo dimostri con questa recensione!

Ne approfitto per salutarti, abbracciarti, dirti che ti leggo tutte le volte che posso... e dirti che ti ho taggato in un piccolo award, sperando di portare qualche persona in più ad incuriosirsi e passare a dare un'occhiata ai tuoi scritti! Un abbraccione! :)

http://flowerstardust.blogspot.it/2015/06/boomstick-award-2015.html

Halley Comet ha detto...

Oh, Lyra, sono contenta che tu sia arrivata fino in fondo, finendo di leggere!
Che Jackson volesse vincere di nuovo al Jackpot (perdona la battuta penosa, ma mi è venuta spontanea) l'ho pensato fin da quando ho visto il primo della seconda Trilogia, che, comunque, a mio parere rimane il migliore dei tre de "Lo Hobbit".
E devo dire che mi sono anche trattentua in queta recensione, avrei potuto dire cose ben peggiori! XD
Grazie mille per il tuo commento, in realtà ti penso spesso, dovrei solo riuscire a farmi sentire con maggiore frequenza!
Ti ringrazio anche de tag (si uò dire così?)!
Un abbraccio forte anche a te! :D